carote

Preparo la torta di carote almeno una volta al mese! È stata quindi una piacevole scoperta ritrovarla in Carofiglio, che vi consiglio di leggere anche ne La Manomissione delle parole.

Dopo oltre vent’anni di lontananza, tre vecchi compagni di scuola si ritrovano a cena in un lussuoso ristorante di Bari. Ognuno esibisce le proprie conquiste sociali, trofei di facciata che celano irrisolti conflitti interiori. Non sanno che una città, materna e comprensiva, è pronta ad accoglierli e a perdonare il loro ingrato allontanamento.

È infatti passeggiando tra le strade trasformate dal tempo, che quegli uomini si rincontrano davvero, mostrandosi esseri fragili e umani. Tornano alla mente ricordi intrisi di leggenda, false verità e malinconia; emergono antichi rancori che sembravano invece sepolti dalla polvere degli anni.

Tra una scazzottata e un pensiero nostalgico, si riscoprono sapori che solo quella terra sa regalare. Sono cibi di strada, profumi semplici che sanno di casa.

Durante il loro girovagare notturno si imbattono nel quartiere Libertà, dove una volta sorgeva il famoso ristorante vegetariano Atahualpa, punto di ritrovo di molti giovani. Non sappiamo se le reminiscenze descritte da Carofiglio corrispondano al vero. Illudendoci, gustiamo una torta di carote.

Era il posto più magicamente sfigato, squallido e romantico di quegli anni. Si mangiavano zuppe di cereali andini, hamburger di soia, torte di carota e molte altre cose dai nomi improbabili, che purtroppo non riesco a ricordare.

Carofiglio, Gianrico, Né qui né altrove Una notte a Bari, Roma-Bari, Gius. Laterza e Figli, 2008.

Torta di carote

 

Questa deliziosa torta di carote è totalmente vegetale, adatta agli intolleranti al lattosio o alle uova. È molto leggera, altamente digeribile, ma nel contempo sostanziosa. Per un tocco rustico al dolce, lasciate la pellicina marrone che ricopre le nocciole. Usando invece le nocciole spellate, la torta risulterà ancora più soffice! Se lo avete a casa, il mio consiglio è di impiegare l’olio di riso. Il suo sapore più delicato rispetto ad un olio di semi è impercettibile e non sovrasta gli altri ingredienti. Altrimenti un semplice olio di girasole va bene ugualmente. Non uso mai lievito chimico, ma una bustina di bicarbonato contenente cremor tartaro. Si trova facilmente nei supermercati, è naturale e più sano. Comune lievito per dolci andrà benissimo. Provatela! È davvero facile e veloce.

Ingredienti:

  • 120 g farina 00
  • 80 g farina integrale
  • 200 g carote grattugiate
  • 100 g zucchero di canna integrale
  • 70 ml olio di riso
  • 50 g nocciole tostate e tritate
  • 100 ml latte soia
  • 1 bustina lievito bio

Preparazione:

  1. In una ciotola versate le farine, il lievito e le carote grattugiate. Con una frusta a mano, o più semplicemente con una forchetta, mescolate queste polveri. È importante seguire quest’ordine, in questo modo le carote tingeranno di arancio la farina.
  2. Aggiungete lo zucchero e le nocciole, quindi rimestate ancora.
  3. Versate il latte e l’olio ed amalgamate bene. Ricoprite con carta da forno una teglia a cerniera di diametro 24 cm. In forno a 180º per 30/35 minuti.

IDEA LIGHT!  Questa torta alle carote è già alleggerita dalla mancanza di uova e burro. Il suo sapore intenso è dato dalle carote e dalle nocciole. Il mio consiglio è quindi di usare degli ingredienti di prima qualità. Se le carote fossero molto dolci, mettete una minore quantità di zucchero!

2 Commenti su Torta di carote | Né qui né altrove. Una notte a Bari

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