Cibi nei Libri

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Quella metà di noi – Paola Cereda

Quella metà di noi – Paola Cereda

Quella metà di noi. La parte che teniamo nascosta agli altri per paura di essere giudicati, non compresi, esclusi. Talvolta è un giardino segreto in cui rifugiarsi. Più spesso un’ombra che non vogliamo rivelare. Perché se ci capita di farlo, quali saranno le conseguenze? Non solo per noi, ma anche per chi sta al di fuori ed osserva, anzi, più comodamente giudica.

Regalare a qualcuno uno sguardo attento, significa autorizzarlo all’esistenza.

Ma non siamo più abituati a vedere, solo a guardare distratti il mondo che ci aspettiamo di trovare. Perciò ogni metà è sempre delimitata da una linea di confine, un solco che con il tempo si fa più spesso, divide, esclude ed allontana.

 A noi che abitiamo nel mezzo. Nel mezzo di più lingue, nel mezzo di due case, nel mezzo di due vite, nel mezzo di decisioni ancora da prendere.

Nomen omen dicevano i Latini. Matilde Mezzalama il “mezzo” se lo porta anche nel nome e nel luogo in cui abita. Infatti è una maestra elementare in pensione del quartiere Barriera, nella periferia di Torino. Credeva profondamente nel suo lavoro e lo ha vissuto fino all’ultimo con passione, energia, ma anche lotta silenziosa di chi vuole insegnare ad amare il mondo dall’interno.
Potrebbe trascorrere serenamente quella metà di vita che le resta, invece, per far fronte ad una difficoltà che un amore assurdo, folle, ingenuo non aveva previsto, fa domanda come badante di un facoltoso ingegnere. 
Quella metà di noi recensione Paola Cereda Giulio perrone editore
I segreti sono?
Spazi di intimità da preservare, nascondigli per azioni incoerenti, fughe, sguardi, libertà particolari, il trucco che nasconde l’evidenza, pozzo in cui saltare a piedi scalzi, regali senza mittente, errori, vendette. Persone amate.
Chi non ha qualcosa da nascondere, almeno una verità da raccontare.
E la verità, a volte, è il più grande di tutti segreti.

Quella metà di noi – Paola Cereda 

Quella metà di noi recensione Paola Cereda
Di tutti gli errori che abbiamo fatto- dice Laura a Giacomo- il peggiore, quello irreversibile, c’entra con le parole che non abbiamo pronunciato e di cui non conosciamo l’esistenza e la consistenza. Quelle parole mai dette sono i nostri figli mai nati. Di loro e solo di loro dobbiamo rimproverarci.
Non può raccontare a nessuno del suo “errore”- ammesso che amare sia talvolta sbagliato – di avere inseguito un’illusione e di pagarne il prezzo. Perché se “le illusioni sono bugie che ci raccontiamo per giustificare l’impossibilità di far durare i sogni”, diventano anche scuse per non realizzarli.
Candidato al Premio Strega nel 2019, il romanzo pubblicato da Giulio Perrone Editore è delicato, doloroso e pieno di bellezza.
Quella metà di noi forse basterebbe solo imparare ad accettarla ed amarla. Accoglierla fino a diventare Uno.
Riuscire, in fondo, ad amarci un po’ di più. Perfetti, così come siamo. 

Chi è Paola Cereda?

Paola Cereda è nata in Brianza, è psicologa e appassionata di teatro. Dopo un lungo periodo come assistente alla regia, ha girato il mondo fino ad approdare in Argentina, dove si è avvicinata al teatro comunitario. Vive a Torino e si occupa di progetti artistici e culturali nel sociale. Ha vinto numerosi concorsi letterari, è stata finalista al Premio Calvino 2009 con il romanzo Della vita di Alfredo (Bellavite). Finalista al Premio Rieti nel 2014 con Se chiedi al vento di restare (Piemme). Sempre con Piemme  ha a scritto Le tre notti dell’abbondanza e Confessioni audaci di un ballerino di liscio (Baldini & Castoldi). Nel 2022 con Giulio perrone Editore ha pubblicato La figlia del ferro

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