È un porridge tratto da Il Castello del Cappellaio ad aprire il blog. È proprio questo romanzo ad avermi dato l’ispirazione ad iniziare questo progetto.

In una grigia cittadina della Bassa Scozia vive un burbero cappellaio, Brodie. È un uomo arido, egoista, incapace di provare sentimenti. Ama solo se stesso e la finta rispettabilità sociale acquisita. Ad espressione del suo carattere eccentrico – immaginatevelo camminare con il petto gonfio di orgoglio, convinto di essere ammirato da sguardi invidiosi – si erge una casa spigolosa e triste, da lui ideata.

Al di fuori di quelle mura viene deriso per la sua goffa sicumera; all’interno vi rinchiude, sottomettendola, la sua famiglia: una moglie devota; una madre famelica; un figlio che mastica ribellioni fallite; una ragazza sognatrice ed una bambina studiosa, con tanta voglia di vivere spensieratamente la sua tenera età. Ognuno di essi riesce a ritagliarsi una parentesi da quella realtà asfissiante, abbandonandosi alla lettura o semplicemente desiderando una vita diversa; solo la piccolina non trova posto per sé, data l’ingombrante presenza del genitore che sfrutta le qualità intellettive della bambina per la propria ascesa sociale.

Soltanto chi avrà il coraggio di continuare a sognare riuscirà a salvarsi, lasciando a quell’uomo il destino che merita.

Il Castello del Cappellaio ha tutte le carte in regola perché possa definirsi un appassionante romanzo d’altri tempi. Un ambiente famigliare arido e asfissiante, personaggi che combattono per emanciparsi o finiscono per soccombere. Ma è proprio la lotta, l’oscillazione tra la sicurezza della prigione e la paura della libertà, a farci restare incollati ad ogni pagina.

Finalmente, dopo un’attesa che le parve eterna, Brodie scese; e, per buona fortuna, mostrava ancora in viso i segni della gradevole vacanza del giorno prima. La signora Brodie gli portò immediatamente la sua zuppa di avena, e avendola delicatamente deposta davanti a lui, rimase in piedi senza scostarsi troppo, in attesa. Brodie prese in mano la lettera, la soppesò in silenzio sul palmo della mano, parve esaminarla spassionatamente, la soppesò di nuovo con ostentazione, poi la rimise sulla tavola senza aprirla e incominciò a mangiare. Mentre assaporava lento una cucchiaiata dietro l’altra, chino in avanti e con ambedue i gomiti sulla tavola, teneva gli occhi fissi sulla busta e fingeva di non accorgersi di sua moglie che era lì a due passi. 

Cronin, Archibald Joseph, Hatter’s CastleLondon, Victor Gollancz, 1931

Traduzione italiana di Aldo Camerino e Carlo Izzo, Il Castello del Cappellaio, Milano, Bompiani, 1951

Il Castello del Cappellaio – Porridge dolce d’avena

 

Il porridge dolce d’avena (zuppa di avena, “oat meal” in inglese) è una sostanziosa colazione tipica del mondo anglosassone. La mia è solo un’idea di presentazione; potete sbizzarrirvi nella scelta degli ingredienti: frutta fresca di stagione, frutta secca, cioccolato oppure miele, perché no, cannella… Ci vorranno appena 15 minuti del vostro tempo per prepararla, capisco la fretta mattutina, ma iniziare la giornata con questa colazione energetica è un modo per coccolarsi e ricordarsi di volersi bene!

Ingredienti per una porzione:

  • 50 g fiocchi avena
  • 250 ml latte (se vegetale, consiglio latte di riso o mandorla perché naturalmente dolci)
  • 1 pesca
  • mandorle e nocciole
  • 4 fichi secchi
  • miele
  1. Mettete in ammollo in una ciotola l’avena con 125 ml di latte tiepido per 10 minuti. Nel frattempo lavate e tagliate la frutta. Tritate grossolanamente con un coltello la frutta secca.
  2. Versate in un pentolino l’avena e i fichi secchi sminuzzati, che conferiranno dolcezza al composto senza ulteriore aggiunta di zucchero. A fuoco medio-basso incorporate gradatamente il restante latte, continuando a mescolare per alcuni minuti.
  3. Servite il porridge dolce d’avena con la granella di nocciole e mandorle, la frutta a pezzetti e un cucchiaio di miele, a piacere.

 

6 Commenti su Il castello del cappellaio | Porridge dolce d’avena

  1. Queste ricette mi ricordano quei bei momenti in cui leggevo un libro e sentivo il rumore del cucchiaio nel piatto e il profumo della pietanza volare diretto dalle pagine nelle narici!

    Scrivi benissimo. Ogni parola è elegante come te e i piatti che prepari. Sei fantastica!

    • Che bella immagine… ti ringrazio per aver condiviso questo momento nel blog.
      Spero che altre ricette ti possano suscitare altrettanti ricordi…
      Grazie dell’affetto!

  2. Che emozione leggere di Cronin, uno dei miei scrittori preferiti……..ero molto molto giovane!
    Anche se con poche frasi mi hai riportato al realismo narrativo dello scrittore.
    Brava Daniela.
    Che dire poi della tua accattivante presentazione del porridge che conoscevo solo in forma semplice!

    • Sono davvero felice di poter suscitare ricordi ed emozioni. Prova questo porridge, secondo me resterai felicemente sorpresa del risultato! Ti consiglio di usare fiocchi d’avena integrali, facilmente reperibili nei supermercati. Sono ricchi di fibre e hanno un aroma molto intenso.

  3. Dimenticavo di aggiungere al commento precedente una frase di Calvino: ” Un classico è un libro che non ha mai finito di dire quel che ha da dire”.
    Complimenti ancora per il tuo blog!

    • Grazie di aver arricchito questo blog con una citazione così importante. E’ effettivamente un intramontabile classico

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