Un giallo, un thriller o forse semplicemente un romanzo di grandi donne è Nostra signora della solitudine.

Madre di un figlio avuto in giovane età, nonché moglie di un autorevole rettore universitario, Carmen Lewis Ávila è una delle scrittrici più famose del Cile. Inspiegabilmente, all’improvviso, scompare.

Spetterà a Rosa, un’investigatrice privata, recuperare le innumerevoli tessere di un puzzle complesso. Andrà a scovarle tra gli unici elementi a sua disposizione: i libri. La verità risiede infatti dischiusa proprio nei romanzi della donna. Soltanto sfogliando quelle pagine, Rosa conoscerà la vera Carmen, fisicamente assente per tutta la durata della storia.

Riga dopo riga, riuscirà a scalare le pareti scabre del disagio della romanziera. Fino a perlustrare gli angoli più reconditi del suo essere.

Perché in fondo le fragilità della protagonista misteriosa sono le stesse di ogni essere umano.

pandolce

Quando Hugo fu uscito, lavai i piatti della colazione, riposi nella credenza il pandolce che non avevamo toccato, i croissant, le ciambelle e i datteri che sono sempre stati la mia rovina, e rimasi stupita della rapidità con cui tornavo a svolgere le mansioni di un tempo, come se non avessi mai smesso di compierle.

Serrano, Marcela, Nuestra Señora de la soledad, Editorial Alfaguara, 1999

 Traduzione Michela Finassi Parolo, Nostra signora della solitudine, Milano, Universale Economica Feltrinelli, 2003

Nostra signora della solitudine – Pandolce

Non sono molto golosi i nostri personaggi dei libri.

Ma in questo caso il pandolce indicato ne Nostra signora della solitudine è un tipico dolce messicano. Date le feste natalizie, mi sembrava più indicato realizzare quello genovese…

A Genova, il pandolce si mangia tutto l’anno, non solo a Natale. Come saprete esistono due versioni, alto e basso. Il primo ricorda la tradizione, impastato con la pasta madre e cullato da una lenta lievitazione; il secondo è sicuramente più moderno, non per questo meno buono. La mia ricetta del pandolce casalingo è davvero facile, veloce e di sicura realizzazione. È molto leggero perché fatto con olio e lievito bio. Lo zucchero integrale e la farina tipo 2 conferiscono al pandolce un colore ambrato. Potreste usare comodamente una farina 00, uno zucchero bianco, dell’olio di semi e del normale lievito in bustina.

Ingredienti:

  • 300 g farina tipo 2
  • 100 g zucchero integrale
  • 70 ml olio riso
  • 95 ml latte (io ho usato latte soia)
  • 1 uovo
  • 1/2 bustina di lievito bio (bicarbonato e cremor tartaro)
  • 200 g uvetta
  • 50 g pinoli
  • 60 g frutta candita

Preparazione:

  1. In una ciotola mettete la farina a fontana. Aggiungete il lievito, l’uovo, lo zucchero, il latte, l’olio. Impastate velocemente. Far riposare qualche minuto, il tempo di ammollare e infarinare l’uvetta.
  2. Incorporate canditi e frutta secca all’impasto. Su una teglia, disponete un foglio di carta da forno, date una forma tondeggiante di altezza pari a 3 cm circa. Con la parte non affilata di un coltello, incidete la superficie del pandolce disegnando dei rombi.
  3. 180° forno ventilato per 40 minuti.

Qual è il vostro dolce delle feste?

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