maionese

Come ne Il Castello del Cappellaio di A.J. Cronin, anche la figura centrale di Estasi culinarie è crudele, arrogante, inebriata dal successo, dal potere e dal suo stesso carisma.

Il Maestro, così viene definito l’uomo, manifesta un atteggiamento freddo e distaccato con tutti, eccetto il suo gatto. Soltanto il ricordo dei nonni, la loro cucina, l’amore che mettevano nel preparare ogni piatto, gli riscalda il cuore. Da loro deriva la sua passione per il cibo e, di conseguenza, la professione di critico gastronomico.

Il libro si suddivide in due filoni, tra loro intrecciati. Da un lato sentiamo la voce delle persone che hanno orbitato intorno a lui, direttamente o marginalmente. Sono i figli, le amanti, la moglie, la governante, il mendicante sotto casa e la portinaia. Ritroveremo quest’ultima figura nel suo secondo romanzo, L’eleganza del riccio. Dall’altro lato, seguiamo i pensieri del protagonista in punto di morte. Il vecchio infatti ripercorre senza rimpianti la sua vita, alla ricerca di un sapore perduto. Nel farlo, si riappropria di gusti semplici, come un succoso pomodoro maturo, addentato appena colto dall’albero della zia Marthe.

Scritto magistralmente, tradotto altrettanto magnificamente, ogni parola è l’espressione concisa di un sapore. Con la sapiente eloquenza dell’autrice, il libro vola in una attimo verso quel singolare cibo ritrovato.

Con oculata raffinatezza, Muriel Burbery dipinge il cinico disincanto di un uomo per il mondo. Nel frattempo, sfilano  sotto i nostri occhi pietanze di ogni tipo. Le sue non sono descrizioni pantagrueliche, ma un vortice organolettico di sensazioni.

 «Cos’è?» chiesi, sottintendendo: come può essere finita qui una banale maionese da casalinga? «Ma è maionese» mi rispose ridendo, «non dirmi che non sai cos’è la maionese!». «Maionese e basta?». Ne ero quasi sconvolto. «Sì, maionese e basta. Non conosco altro modo per farla. Un uovo, olio, sale e pepe».

Barbery, Muriel, Une gourmandise, Paris, Gallimard, 2000.

Traduzione italiana di Cinzia Poli e Emanuelle Caillat, Estasi culinarie, Roma, Edizioni e/o, 2008

 

Maionese

 

Vengono proposte due varianti della maionese. Una classica con uova e olio e una più delicata, totalmente vegetale, così da soddisfare ogni palato. Per quanto riguarda la prima ricetta, abbiate l’accortezza di usare uova e olio a temperatura ambiente, altrimenti la maionese impazzirà! Non indico la quantità di olio, perché non lo doso mai. Inizio a versarlo a filo e una volta raggiunta la consistenza desiderata, la maionese è pronta! Se gradite un sapore più acidulo, potete aggiungere qualche goccia di aceto o limone. Uso anche l’albume oltre al tuorlo, così otterremo una maggior quantità di maionese, ma molto leggera.

Versione classica

Ingredienti:

  • 1 uovo intero, meglio se biologico
  • olio di semi quanto basta
  • pizzico sale
  • qualche goccia di aceto o succo limone a piacere

Mettete un uovo intero nel contenitore del frullatore ad immersione ed un pizzico di sale. Inserite il frullatore e azionatelo per qualche secondo. A questo punto iniziate a versare gradatamente l’olio a filo sottilissimo. Dopo pochi minuti, raggiunta la consistenza desiderata, la maionese è pronta.

Versione vegetale 

Ingredienti:

  • 100ml latte soia NON zuccherato
  • 130-150ml olio semi mais
  • sale
  • qualche goccia di limone, possibilmente bio
  • curcuma

Nel bicchiere del frullatore ad immersione mettete il latte, il sale, poco succo di limone e curcuma per dare colore. Azionate il frullatore e iniziate a versare a filo l’olio. Anche in questo caso, dopo pochi minuti, raggiunta la consistenza desiderata, la maionese è pronta.

2 Comments on Maionese classica o vegetale | Estasi culinarie

    • Je te remercie Annie pour cette suggestion. L’utilisation de la moutarde à la place du vinaigre et du citron est un conseil très apprécié!!
      Merci!

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