Geniale La prosivendola.

Capro espiatorio per eccellenza nella letteratura dei giorni nostri, ritroviamo Benjamin Malaussène nel terzo capitolo della saga concepita da Daniel Pennac. Questa volta lavora per le edizioni del Taglione. Si occupa prima di ammansire le ire degli scrittori respinti, poi veste i panni del famoso J.L.B., autore di punta della casa editrice dal nome evocativo.

Con 200 milioni di copie vendute lo scrittore, mai apparso in pubblico, inventa un genere il realismo capitalista, superando l’omologa corrente ottocentesca francese o il verismo italiano. Il tema centrale non ruota soltanto attorno all’ascesa dell’emarginato, ma alla contabilizzazione del suo guadagno. Forse una critica velata di Pennac al bisogno spasmodico, così diffuso, di accumulare denaro. Lo stesso Malaussène, rischiando la vita, si traveste da J.L.B. in cambio di un lauto compenso.

Attorniato immancabilmente da una grande e variegata famiglia, fulcro pulsante della sua identità, veniamo introdotti in un mondo reale al limite dell’inverosimile. Sappiamo tutto di Malaussène, dei suoi umani sentimenti che lo rendono ai nostri occhi irresistibile.

La famiglia, appunto, gli suggerisce di prendere peso per assumere, nel modo più convincente possibile le sembianze di un illustre letterato. In fondo tutti i grandi écrivains avevano qualche chiletto in eccesso.

Il cuscus di Yasmina è la pietanza prescelta per riuscire nell’intento.

Mangia, Benjamin, mangia, figliolo.

-Non ce la faccio più, Amar, grazie, dai, veramente…

-Come, “dai, veramente”?…Vuoi diventare un grande scrittore, sì o no?

-Chiudi il becco Hadouch.

-Perché tutti quelli che si sono fatti un nome nella vostra letteratura di infedeli, i vari Dumas, Balzac, Claudel erano piuttosto ben messi, è vero.

-Simon, chiudi il becco.

-Secondo me, facevano come Ben, si riempivano di cuscus.

-Mo ha ragione, sì, in fondo, a pensarci bene, tutto viene dall’Islam.

-Mi domando se Flaubert sarebbe riuscito a sfornare comare Bovary senza il cuscus…

-Mi volete lasciare un po’ in pace voi tre, sì o no?

-Un’altra porzione, Ben.

-Dai J.L.B., ce n’è ancora un po’.

Pennac, Daniel, La prosivendola, Milano, Giangiacomo Feltrinelli Editore, 1991.

Cuscus di verdure

L’ideale per questo cuscus, che profuma di primavera, è utilizzare delle verdure fresche, di stagione.  In alternativa, delle verdure surgelate andranno bene. Per un cuscus vegetale, sconsiglio l’uso della carne.

Ingredienti per 4 persone:

  • 320 g cuscus pronto in 5 minuti
  • 2 cipollotti
  • 3 carote
  • 150 g fave fresche già sgranate
  • 150 g piselli freschi già sgranati
  • 3 carciofi
  • 1 mazzo bietoline
  • 1 scatola pomodoro a pezzetti
  • 300 g spezzatino manzo (facoltativo)
  • olio extra vergine di oliva
  • sale
  • peperoncino

Pulire e lavare tutte le verdure. Appassire nell’olio i cipollotti tagliati finemente. Far rosolare la carne. Aggiungere il pomodoro, le carote a tocchetti, i piselli, le bietole sminuzzate e il peperoncino (se gradito). Salare. Lasciare cuocere una mezz’ora, quindi unire i carciofi a spicchi e proseguire la cottura. Il condimento del cuscus deve rimanere brodoso. Se necessario, versate di tanto in tanto dell’acqua calda. Preparare il cuscus secondo le modalità riportate sulla confezione. Sgranarlo con olio, inumidirlo con il brodo del condimento e condirlo con parte della verdura. Coprire con un coperchio e far riposare. Servire il cuscus con il restante condimento.

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