Semplice, come una di noi. E come noi, Emma, protagonista di A neve ferma, ha dei sogni. Proprio per inseguirli, lascia il suo impiego da supplente precaria di storia, si iscrive ad un corso per pasticceri e va a lavorare nel famoso laboratorio Delacroix di Torino. In questo contesto avrà modo di esplicare al meglio la sua naturale abilità nell’arte dolciaria. Con coraggio, la sua vita subirà non pochi cambiamenti.

Come suggerisce il titolo, che allude alle chiare d’uovo ben montate, il cibo, soprattutto dolce, aleggia per tutto il racconto, compagno indiscreto nelle vicende dei diversi personaggi.

Possiamo solo immaginare il profumo di torte prelibate, fragranti bignè, lussureggianti banconi che ostentano ogni sorta di preparazione zuccherina, senza che questi vengano presentati nel dettaglio.

Soltanto in due occasioni l’autrice descrive le pietanze, conferendo al mangiare una valenza sociale.

Nel primo caso il lettore è introdotto nell’abitazione privata del pasticcere. Nel sontuoso salone la cameriera serve raffinate polpettine di pollo, sformato di spinaci con fonduta e una delicata spuma di torrone. Ogni commensale consuma il suo piatto svogliatamente, con distacco e in solitudine. Inevitabilmente la cena diventa lo specchio di malesseri famigliari. Nella pagina successiva la scena si svolge nella rumorosa casa del lavapiatti di Delacroix. La madre ha appena cucinato per la sua numerosa famiglia un piatto semplice, godereccio e conviviale che fa felice tutti: la lasagna.

lasagna radicchio taleggio

Il litigio era scoppiato imprevisto nel tinello di via Mezzaluna, dove Tinco, Vale e le gemelle stavano trascorrendo un tranquillo dopopranzo domenicale a base di televisione. I genitori e i nonni si erano ritirati nelle rispettive camere per smaltire la lasagna, e niente lasciava presagire quella rissa, scoppiata nel minuto preciso in cui Tinco aveva comunicato a Valentina che Emma e Camelia lo avevano scelto come secondo assistente per il concorso.

Bertola, Stefania, A neve ferma, Milano, Mondadori, 2006

A neve ferma – Lasagna al radicchio taleggio e noci

 

Questa lasagna mette insieme l’amaro del radicchio rosso, il piccante del taleggio e la nota croccante data dalla frutta secca. Un piatto semplice dal sapore intenso. Per la lasagna al posto della pasta fresca fatta in casa, per comodità potete usare delle sfoglie già pronte.

Ingredienti:

Per la sfoglia:

  • 300 g farina
  • 3 uova
  • sale

Per il condimento:

  • 3 cespi di radicchio rosso
  • 250 g taleggio
  • 8 noci
  • 30 g pinoli
  • 1 scalogno
  • olio extra vergine
  • parmigiano

Per la besciamella:

  • 1 noce burro (o margarina)
  • 2 cucchiai rasi farina
  • 300 ml latte (anche vegetale)
  • sale

Preparazione:

  1. Impastate la sfoglia, ricavatene dei rettangoli che verranno cotti in acqua bollente con un filo d’olio. Dopodiché adagiateli su un canovaccio.
  2. In una padella fate appassire lo scalogno con un filo d’olio. Aggiungete il radicchio lavato e tagliato a striscioline sottili, aggiustate di sale e pepe e continuate la cottura per 20 minuti circa.
  3. Irrorate il fondo di una teglia con olio e cospargete di besciamella. Iniziate a comporre gli strati della lasagna con il radicchio, fiocchi di taleggio, besciamella, noci sminuzzate e pinoli. Continuate fino ad esaurimento degli strati. Concludete con besciamella ed una spruzzata di parmigiano.

Per una lasagna 100% vegetale eliminate il taleggio.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.